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Arrivate all’archeologico le 8 grandi statue romane

Lavori al museo archeologico
Lavori al museo archeologico

Ci sono voluti due grossi camion per spostare questa mattina le 8 statue di epoca imperiale che costituiscono la sezione di maggior pregio del nuovo Museo Archeologico in corso di allestimento presso le scuderie di Palazzo Pianetti. E, inevitabilmente, vi è stata grande curiosità tra i passanti nel vedere i due mezzi con le voluminose casse in legno contenenti i preziosi reperti transitare da piazza Federico II - dove sono state prelevate da Palazzo Mestica - a via XV Settembre, attraversando via Pergolesi e Piazza della Repubblica. Il tutto sotto il controllo dello scultore Massimo Ippoliti, incaricato per il supporto al montaggio.
Le statue sono state adagiate al piano terra e saranno presto disposte, allineate l’un l’altra, lungo l’ala del Palazzo riservata appunto al Museo Archeologico che sarà inaugurato il prossimo 15 dicembre. Un’operazione certamente non facile - tenuto conto che si tratta di pezzi con un peso variabile dai due quintali fino a una tonnellata e mezzo - che è stata comunque portata a compimento senza troppi intoppi.
Le statue, del I sec. dopo Cristo, sono quelle ritrovate nel ‘700 all’interno della cisterna romana, sotto l’attuale Palazzo Mestica. Sono acefale nel rispetto degli usi di quel tempo quando si scolpivano figure nella loro interezza ma prive di mani e di teste che erano intercambiabili per raffigurare di volta in volta i vari personaggi, maschili e femminili, della dinastia giulio-claudia.
A Palazzo Pianetti arriveranno anche i reperti ritrovati a Jesi e in Vallesina nel corso dei secoli ed attualmente custoditi nel deposito della Soprintendenza ad Ancona. Facevano anch’essi parte del precedente allestimento e messi in custodia dopo la chiusura dell’esposizione museale di Palazzo Mestica.
Con l’apertura dell’Archeologico si completano le sezioni museali a Palazzo Pianetti che già custodisce, come noto, la Pinacoteca civica e la Galleria d’Arte Moderna.

Comune di Jesi

Jesi, 5 dicembre 2017

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