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Arte e cultura

Arte e cultura

Le iniziative

Sono tornata

Presentazione del libro

- 14 marzo 2014 

Orario: 18

Biblioteca Planettiana


Sono tornata
Sono tornata

Interverranno:

Daniele Salvi
Assessorato ai Beni e alle Attività Culturali Regione Marche

Enrico Guida
Editore

 

 

 

Sono tornata

La storia narrata si svolge nella prima metà del XV secolo in Italia centrale, a Camerino, comune che dà il nome all’omonima Signoria retta dalla famiglia Varano. Quest’ultima, per importanza, per estensione territoriale e ricchezza è pari alle Signorie dei Montefeltro, dei Malatesta e, fuori dalla Marca, a quella degli Estensi.
Il 10 ottobre 1434 Camerino è travolta dalla rivoluzione borghese che ha trovato un suo alleato in Francesco Sforza, condottiero di Filippo Maria Visconti, duca di Milano.
Gentilpandolfo da Varano, signore di Camerino, viene ammazzato davanti alla chiesa di San Domenico insieme ai nipoti: l’eccidio dei maschi di casa Varano è appena iniziato e prosegue repentino a Palazzo Varano.
Negli attimi che precedono la sua morte, Gentilpandolfo rivive le immagini degli ultimi anni della sua vita e soprattutto della congiura che ha ordito con il fratello Berardo e il legato papale Giovanni Vitelleschi per eliminare i fratellastri Giovanni e Piergentile con cui governava la Signoria di Camerino.
A causa di tale congiura, Elisabetta Malatesta Varano, moglie di Piergentile, è costretta a fuggire da Camerino per portare in salvo il proprio figlio Rodolfo, e Giulio Cesare, il figlio di Giovanni, entrambi infanti. Aiutata dalla cognata Tora da Varano e dal capitano d’arme di Camerino, Venanzio, la giovane trova rifugio a Visso che dopo poco tempo è cinta d’assedio da Gentilpandolfo e Berardo da Varano. In capo a tre mesi la città capitola ed Elisabetta è costretta dai cognati a ritornare a Camerino. Qui ritrova Tora che la tiene informata sulla situazione politica della Signoria e su quella italiana grazie alle notizie che le passa il fedele capitano Venanzio. Intanto, a pochi mesi dal rientro di Elisabetta a Camerino, la situazione politica della Signoria precipita: lo Sforza appoggia la rivoluzione borghese a Camerino che sfocerà nell’assassinio di Gentilpandolfo e di tutti i maschi di Casa Varano. Elisabetta, ancora una volta, riesce a mettere in salvo suo figlio Rodolfo e il nipote Giulio Cesare mentre lei con le figlie si rifugia a Pesaro presso i genitori Battista e Galeazzo da Montefeltro. Qui, vive da profuga per nove anni, anni spesi a ordire sapienti trame politiche, a lucrare in modo da essere pronta a intervenire al momento giusto e mantenere fede al suo giuramento di riportare i due cugini bambini Rodolfo e Giulio Cesare, sotto la sua reggenza, al governo di Camerino.


Ingresso: libero

  • Per informazioni:
    • Organizzazione: Assessorato alla Cultura del Comune di Jesi, Servizio Polo Culturale

Per informazioni:

Biblioteca Planettiana
Referente: dott.ssa Manola Gianfranceschi
Sede: Piazza Colocci, 1 - Jesi
Telefono: 0731538345 - 346
Fax: 0731538388
Email: planettiana@comune.jesi.an.it
Orario di apertura:

dal lunedì a venerdì 9:00-13:00 (Sala lettura primo piano e Salara)
Dal martedì al venerdì 15:00 - 19:00 (solo Salara)
sabato 9:00-13:00 (solo Salara)
Per il mese di settembre i servizi di prestito interbibliotecario, consultazione in sede e ricerca archivistica garantiti tutte le mattine, ad eccezione del sabato.
Per le ricerche di archivio è obbligatorio prenotarsi.

Durante il mese di settembre non si effettuano visite guidate ai fondi della biblioteca.
Chiusa il 22 settembre.

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