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Arte e cultura

Arte e cultura

Biblioteca Planettiana

Ah... però

Aperitivi dove curatori intervistano artisti

- 14 luglio 2017 - 21 luglio 2017 - 28 luglio 2017 - 04 agosto 2017 

Orario: 19.00

Pinacoteca civica


Ah... però
Ah... però


Venerdì 14 luglio 2017

MARIO SASSO
Intervistato dalla curatrice Annalisa Filonzi

Mario Sasso nasce a Staffolo (An) nel 1934 e dopo alcuni anni si trasferisce a Jesi. Da ragazzo frequenta lo studio di alcuni pittori locali per poi partire alla volta di Torino dove segue i corsi della Scuola di Grafica di Armando Testa.
Dal 1958 si trasferisce a Roma e l’anno successivo inizia a collaborare con la Rai, avviando un percorso di ricerca che lo porta ad affiancare la pittura alla progettazione grafica nei nuovi media elettronici della televisione. Inizia realizzando la sigla della storica trasmissione Non è mai troppo tardi per poi  ideare le prime sigle tridimensionali prodotte in Italia, quella del Tg 2 nel 1984 e del Tg 3 nel 1986 e quella della rubrica d’arte di RaiUno Grandi Mostre. Dagli anni ‘70 inizia ad orientare la sua ricerca verso il contesto urbano facendo comunicare la pittura con il video e il suono dando vita a interventi luminosi, film-ambiente capaci di esplorare il tema dell’umanità della città secondo un innovativo linguaggio artistico. I suoi pictogrammi – videogrammi si trasformano negli anni ‘90 vanno nell’astrazione dello stradario. Le opere di Mario Sasso hanno riscosso sin dagli esordi l’approvazione della critica e continuano a mostrarare ancora oggi una ricerca viva e attuale.

 

Venerdì 21 luglio 2017

EMANUELE GIANNELLI
Intervistato dal curatore Danilo Santinelli

Emanuele Giannelli vive da lungo tempo in Versilia, benché la sua Roma rimanga una costante interiore, un luogo lasciato ma mai abbandonato. Tra pinete marittime e montagne apuane è cresciuto il regno artigianale della grande scultura: ed è qui che il nostro artista sperimenta materiali e tecniche con indomita curiosità e sapienza manuale. I dati lo confermano, sta tornando interesse sui temi della scultura anatomica, forse il linguaggio destinato alla maggior crescita nei prossimi vent’anni. Giannelli persegue l’anatomia mutante dai tempi dell’Accademia, incosciente ma anche libero rispetto agli andamenti linguistici internazionali. Lui persegue un’ossessione, come accade quando un artista dimostra veggenza e gestione del talento. Va avanti per cicli che, volta per volta, aggiungono un tassello al suo codice ipergenetico della scultura. Affronta il mondo attraverso la duttile elasticità del corpo umano, attraverso il gesto semantico, attraverso dilatazioni e compressioni muscolari. Plasma archetipi che mescolano citazioni e somiglianze, atmosfere filmiche e pressione letteraria. Senti che quei corpi potrebbero essere il nostro futuro o il passato di popolazioni aliene: umano troppo umano, ma anche alieno quasi umano e viceversa. Possibile e plausibile avvolgono i cicli esposti a Palazzo Collicola Arti Visive: una visione a ritroso che parte dai lavori del 2015 e vola indietro ai pezzi babelici, inserendo opere a elevata drammaturgia, ora singole ora moltiplicate per gruppi scultorei… un lungo racconto sui destini segnati ma anche immaginati dell’umanità silente, diviso per fermate emozionanti e sensoriali, con le stanze che diventano quinte di un teatro vivente e stranamente immobile, bloccato nell’istante in cui Giannelli ha stoppato il suo sguardo, cogliendo l’attimo ideale, il momento d’equilibrio raggiunto.

 

Venerdì 28 luglio 2017

BALDO DIODATO
Intervistato dal curatore Gabriele Bevilacqua

Baldo Diodato muove i suoi primi passi di artista a Napoli, dove partecipa attivamente al vivace dibattito che nei primi anni sessanta anima la cultura artistica partenopea, in cui già si afferma come centro propulsore il primo spazio espositivo diretto da Lucio Amelio, quella Modern Art Agency dove l'artista propone il proprio lavoro nel 1966.
Nello stesso anno si trasferisce a New York, cità in cui lavora fino al 1992 avvicinando esperienze, ricerche e protagonisti della giovane scena artistica statunitense.
Nuovamente in Italia, questa volta a Roma, mantiene costante il suo impegno di artista eccentrico, sostanzialmente estraneo a ogni definita scuola o corrente, muovendosi senza rigidità tra pittura scultura performance, mostrandosi sempre aperto al confronto con nuovi materiali, nuovi spazi e nuove dimensioni, pronto soprattutto, a costruire azioni e a proporre interventi che siano, prima ancora che delle creazioni artistiche, delle provocazioni e degli stimoli in grado di ridiscutere e ridefinire i “rapporti dell'arte con la politica e il mondO"

 

Venerdì 4 agosto 2017

NICOLA ALESSANDRINI
Intervistato dal curatore Gabriele Bevilacqua

Nicola Alessandrini vive e lavora nella provincia di Macerata alternando schizofrenicamente il lavoro di illustratore e graphic designer per i marchi Fornarina e Combo, ad una sua più sincera, cupa, acida, malata ricerca artistica sui rapporti fra individuo e società, fra comunicazione pubblicitaria e percezione individuale, fra reale e virtuale. Diplomatosi nel 2002 presso l‘Accademia di Belle Arti di Macerata, da anni è attivo nell‘ “underground” artistico locale e nazionale. Dal luglio del 2006 è impegnato nel progetto (di Lutherblissettiana memoria), assieme all‘amico Alessandro Capitani Guerra,Yuri&Yuri Gagarin Brothers. Iper-decò, pop,surrealiste, politiche, apocalittiche le opere di Yuri & Yuri ridescrivono con ironia dissacrante e acidi cromatismi un immaginario di personaggi noti ed iconici della nostra cultura popolare ma devastati, perforati, tagliati, “irriveriti” da una pittura che mescola una stesura pittorica ricercata e sofisticata a tinte piatte, vettoriali e sporcature gestuali, elementi optical, astratti: bambini deformi, suicidi, mostruosi e per questo ancora più intimamente umani, personaggi di cartoni animati martirizzati come moderni San Sebastiani, iconici ricordi del nostro immaginario collettivo che, non più amici, ci ringhiano contro tutta la loro noia abusata sono solo alcune delle creature fantastiche ed iperboliche, quasi uscite da un romanzo di Joe Lansdale, che prendono forma nelle loro opere.



Ingresso: libero

  • Per informazioni:
    • Organizzazione: Comune di Jesi

Per informazioni:

Pinacoteca
Sede: XV settembre, 10 - Jesi
Telefono: 0731538342
Fax: 073158659
Email: pinacoteca@comune.jesi.an.it
Orario di apertura:

Orario estivo (dal 3° sabato di giugno alla 3° domenica di settembre inclusi)) da martedì a domenica e festivi 10-19
Orario invernale - dal martedì alla domenica e festivi 10 - 13 / 16 – 19
24 e 31 dicembre: 10-13.
Chiuso 25 dicembre e 1 gennaio

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