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Arte e cultura

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Arte e Cultura

Giorno del ricordo

Per non dimenticare la tragedia delle Foibe

- 10 febbraio 2018 

Orario: 9:30

Sala del Consiglio Comunale


Giornata del ricordo
Giornata del ricordo

Incontro pubblico e proiezione documentario
"L'ultima spiaggia. Pola fra la strage di Vergarolla e l’esodo".

Interverrà il regista Alessandro Quadretti

CENNI STORICI

Il 18 agosto 1946, sulla spiaggia di Vergarolla ( Pola ), si sarebbero dovute tenere le tradizionali gare natatorie per la Coppa Scarioni, organizzate dalla società remiera " Pietas Julia ". La manifestazione aveva l'intento dichiarato di mantenere una parvenza di connessione col resto dell'Italia, e il quotidiano cittadino " L'Arena di Pola " reclamizzò l'evento come una sorta di manifestazione di italianità. La spiaggia era gremita di bagnanti, tra i quali molti bambini. Ai bordi dell'arenile erano state accatastate molte mine antisbarco - per un totale di circa nove tonnellate di esplosivo - ritenute inerti in seguito all'asportazione dei detonatori. Alle 14,15 l'esplosione di queste mine uccise diverse decine di persone. Alcune rimasero schiacciate dal crollo dell'edificio della "Pietas Julia”. I soccorsi furono complessi e caotici, anche per il fatto che alcune persone furono letteralmente "polverizzate". Questa è una delle cause per cui non si riuscì a definire l'esatto numero delle vittime (fra 80 e 100), tuttora controverso. Il fallimento delle indagini e la mancata illuminazione delle responsabilità e della catena degli eventi, finirà per cristallizzare nella cittadinanza la convinzione che Pola fosse una sorta di pedina di scambio nel gioco delle potenze vincitrici della guerra. Sostanzialmente la popolazione italiana di Pola ritenne di trovarsi di fronte ad un'alternativa secca: o rimanere nella propria città in balia di un potere che non offriva nessuna garanzia sul piano della sicurezza personale, né su quello della libera espressione del proprio sentire nazionale e politico, oppure abbandonare tutto per prendere la via dell'esilio. Nell'estate del 1946 l'esodo era già un’opzione molto concreta. Tuttavia, nella memoria collettiva della popolazione la strage di Vergarolla venne ritenuta come un punto di svolta, in cui anche gli incerti si convinsero che la permanenza in città alla partenza degli Alleati sarebbe stata impossibile.

Sin dalle prime ore successive alla strage, si fece strada la classica coppia antitetica d’interpretazioni, che opponeva la tesi della tragica fatalità (detonazione innescata dal gran caldo, fornelli da campo posti ad eccessiva vicinanza, urti inconsapevoli) a quella dell’attentato premeditato volto a radicalizzare la tensione anti-italiana in città. Tuttavia, i risultati delle indagini dell’epoca (gli ordigni erano disinnescati e potevano essere azionati solo in maniera deliberata) uniti alla recente desecretazione di alcuni documenti del Public Record Office inglese (Kew Gardens, Londra) hanno spostato verso l’ipotesi dolosa le ultime ricostruzioni storiografiche, pur senza addivenire a versioni infalsificabili. Mai alcun processo è stato celebrato per definire la natura e le responsabilità di quello che oggettivamente può essere considerato il grave attentato della storia dell'Italia repubblicana: la morte di oltre ottanta italiani in un'occasione di festa stenta tutt'ora a trovar spazio nei libri di storia e nella memoria nazionale.

Alessandro Quadretti (Forlì 1974), si laurea in Storia Contemporanea all’Università di Bologna nel 2001. L’anno successivo inizia il corso biennale di regìa della Scuola di Cinema Televisione e Nuovi Media di Milano, diplomandosi nel giugno 2004. È regista, operatore di ripresa, montatore e docente di storia e linguaggio del cinema. Ha diretto diversi lungometraggi documentari, tra cui “ 4 agosto ’74. Italicus, la strage dimenticata ” (2011), “ Wolny. Il 2° Corpo d’Armata Polacco nella Liberazione d’Italia ” (2014), “ Khalsa. I Sikh in italia dal 1944 a oggi ” (2013), “ La saponificatrice – Vita di Leonarda Cianciulli ” (2009).


Ingresso: libero

  • Per informazioni:
    • Organizzazione: Comune di Jesi

Per informazioni:

Comune di Jesi - Segreteria del Sindaco
Sede: Piazza Indipendenza, 1 - Jesi
Telefono: 0731 538202
Fax: 0731 538328
Email: segreteria.sindaco@comune.jesi.an.it
Orario di apertura:

dal lunedì al venerdì 8.30 - 13.00
giovedì anche il pomeriggio 15.00 - 18.00

Nel mese di Agosto chiuso il pomeriggio.
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